domenica 26 ottobre 2008

mi sto dedicando un po' di tempo, mi sento tranquilla. mi sveglio la mattina e mi sento come ovattata tra i pensieri. mi sento che il negativo scivola via. mi sento come se ci fosse il sole.

cammino con oliver tra i campi e sento che mi piace, che ci possiamo sedere in un prato, guardarci.
mi piace camminare con lui, è un cane che mi ascolta. che poi di solito tutti ascoltano ma lui ha quegli occhi un po' tristi, un po' velati che in questo periodo sento un po' miei. e lo accarezzo sussurrandogli che capita di essere tristi ma che prima o poi passa.

perchè oggi finalmente, dopo mesi sono andata a passeggiare al parco di monza. ed erano mesi che volevo regalarmi un pomeriggio li.
erano mesi che volevo fare un giro.
mesi che mi andava di sentire il rumore delle foglie, vedere lo scrittore, annusare l'odore della nebbietta sul prato.

camminavo con il sole tra i capelli, parlando in tranquillità, pensando senza mettere necessariamente i neuroni in guerra tra loro. niente bombe psicologiche su me stessa, niente bombardamenti all'encefalo.

oggi erano veri sorrisi. e mi piace.
mi riabbraccio la mattina.

è da tanto che non succedeva.

martedì 21 ottobre 2008

le zanzare non muoiono mai?

ho bisogno che crepino tutte. non dormo la notte, non riposo. non vivo.
di giorno mi sento uno zombie in camice bianco che risponde agli ordini come automatismi necessari a non collassare in un buco nero di brutti pensieri. c'era un tempo in cui mi sentivo felice la mattina.

per questa settimana i pensieri sono solo inerenti ai dilemmi esistenziali del post adolescenza sul dove come quando perchè cosa farò nella vita ma in fondo anche fa niente non possiamo pensare a tutto.
non è che le cose sono cambiate. sono cambiata un pochino io in un pochino di cose cambiate.
è stato una di quelle cose tipo tre alla terza. che sembra solo un 3 su un 3 ma in realtà calcolato viene fuori un casino.
non è mica il caso di scherzarci, con le potenze.

sta di fatto che ci sono le zanzare in camera mia.
è giunto il momento che le uccida da sola.

che stia un po' qui, sul balcone, come oggi, seduta per terra da sola, con una sigaretta in mano, con lo sguardo perso nel vuoto, a dare nomi a nuvole a forma di elefante.

senza pensieri, perchè quando ne hai tanti durante la giornata la sera vuoi solo non dover pensare a nessuno.
e mi sento cattiva, e mi sento come se non fosse un mio diritto.

ma me lo devo, perchè da dentro sento qualcuno che me lo reclama a gran voce, questo momento tutto mio.

sarà difficile.

giovedì 16 ottobre 2008

massacro i miei ultimi neuroni in una danza a spigoli senza cercare di fermare il male che possono farsi.


perchè vietarsi il dolore quando questo può insegnare?


perchè credere di toccare il fondo quando ti rendi conto che sei in caduta libera e in questo cerchi di afferrare con le mani i bordi del pozzo sfracassandoti i polsi?


frantumare certezze è sempre stato un mio hobby. stufarmi degli hobby è mia attitudine. eppure di quello non riesco mai a farne a meno.


sono un mostro colorato con il camice da salva bambini quando ogni tanto dovrei salvare qualche pezzetto di me.

oggi però mi sentivo capita da un'autistica.


il che dice tecnicamente tutto.


che vita.


magari domani c'è il sole.

ma visto il tempo di questi giorni spero nella pioggia, magari lava via un po' tutto.



mi mancano un sacco di cose. è come quando perdi i pezzi del puzzle e li cerchi sotto il letto.

dove sono finiti?

eppure. in tutto questo, sorrido.

sono pazza.

venerdì 10 ottobre 2008

senza consapevolezza.
cado.
nel niente nel tutto.

ascolto canzoni pirla.


pensieri.
nuvole.
sole.

come la bimba che ero sorrido.
me lo devo.

ma capire, questo forse non è ancora il tempo.

però sorrido, perchè mi capisco, qualche volte. meglio di ieri, meglio di niente.

martedì 7 ottobre 2008

l'ovetto delle winx.


punto.

che poi anche la canzone non era male.
oh my gosh, sono un mix tra turke e cox.


scrubs insegna, sempre.
se dovessi diventare bob kelso allora ditelo.

giovedì 2 ottobre 2008

a parte che a 25 anni (quasimamenesentodiciottoquindishhh) non posso avere ancora l'apparecchio.
per dire.

a parte che a 25 anni (.....) dopo anni di apparecchio lo perdo ancora nel letto la notte.
e cmq di notte basta zanzare please.
se questa è la punizione allora non ci sto.

sonno sonno sonno sonno sonno sonno sonno.
oggi vado, cioè andrei, cioè tra poco probabilmente finalmente letto.
niente ana cabana a urlarmi inspira espira per un po' di sano autentico pilates da dvd ma insomma, un libricino e tanti saluti.

niente zanze.
voglio parlare ggggiovane.
come quando scrivevo sulla smemo.
che per dire, le ho tirate fuori ieri.

ho riso.
ero un esemplare da tabboz simulator.
sono gioie non indifferenti.

e si che non ero nessuno.

ora che sono dio devo convincere qualcuno a scrivere la mia bibbia e a fare qualche simpatica guerra per me.

aspè, telepatia mode on.

questo messaggio si autodistruggerà se comincerete a fare cose idiote nel mio nome.
io non mi immolerò per i peccati di nessuno, sia ben chiaro dalla genesi.
perchè ti rendi conto che è mattina è stai scrivendo a caso su un blog che leggono si e no due persone oltre a te?
perchè sappiamo entrambe che scrivi per il piacere si sillabare?
perchè non è normale che ti sei svegliata dicendoti proverbi sul tempo per poi valutarne l'incoerenza?
chi ha tempo non aspetti tempo ma diamo tempo al tempo.

continui a tergiversare e la tua vita prosegue dove l'hai incanalata.
brava.
diagnosticati il narcisismo, almeno sai che hai.

ma io sono narcisista.

e quindi?

niente, volevo sgridarmi (ti) per qualcosa ma non ci riesco.
al posto.

per stavolta niente voto ma la prossima eh.


che poi insomma, tic tac.