e mentre sogno di avere una borsa per la spesa da riempire alla coop di piazzale roma, penso ai vaporetti la sera, all'imob, a san francesco della vigna e alle sue sagre, al non sentire rumori di macchine, alle navi da crociera che passando davanti a san marco rendono venezia un puntino, ma un puntino di quelli dove ti siedi a gambe incrociate e sai che nessun altro puntino è tanto accogliente.
un puntino con la frittura di pesce fatta al momento, un puntino aperol e bianco con ghiaccio, un puntino che si mischia nel tutto del niente, che la gente si siede a piedi nudi in santa marghe.
che la gente compra libri nella libreria dei gatti dalle gondole e se ti fermi, in certi posti non c'è che il silenzio.
negozi dei barbapapà tra le cose per le barche e messaggi attaccati ai muri, writers quasi sacrileghi lungo i muri di chi prima di noi, aveva capito quella città nel suo essere immutevole e moderna.
venice.
dio, se non è amore questo.