domenica 27 luglio 2008

a testimonianza del fatto che accadde davvero.



colazione da tiffany mode on, ovviamente

martedì 22 luglio 2008

la doc chiude,
per un po' non ha voglia di vedere le facce di nessuno.
cioè, oibò.


mi sono laureata.
èffffinita.

colazione da tiffany mode on.

martedì 15 luglio 2008

faccio un salto qui perchè i pensieri divagano e da qualche parte li si deve pur raccogliere.
sono figlia di una madre ossessionata dal pulito.
nipote di uno zio che dice che a copenaghen non c'è un cazzo da vedere, molto meglio dubai.
nipote di un'altra zia di chiesa, di una che essere magri e andare in palestra è wow, di una nonna dalle innumerevoli visite ai santuari, figlia di un padre che facciamoci amici del mondo che in fondo bisogna esser socievoli e andar d'accordo con tutti.

la cosa che fa ridere è che il risultato sono io, un'antisociale misantropa senza ritegno.

sarei dovuta uscirne paris hilton.

quindi forse è meglio non lamentarsi.
che ansia. mi laureo.

lunedì 30 giugno 2008

voglio piangere per trovare un senso.
voglio la notte del due agosto su un balcone in venice a fumare wiston blu.
voglio capire perchè sono così malfatta da ritenermi perfettamente funzionante.
voglio baci del centro che voi non potete capire se non sono quelli di mattia a.
o anche di gaia r. che effettivamente oggi mi ha lanciato un ti amo che nemmeno un limone tirato a caso avrebbe avuto la stessa intensità.

voglio solo poter essere come sono se capissi cosa sono davvero. voglio non avere momenti di stallo.
voglio essere felice quando la mattina so di andare a massacrarmi.

quantomento essere soddisfatta come quando dico f. vieni qui gioia.

saltimbanco teatrale di una gara di domande.

mercoledì 11 giugno 2008

evacuate venezia. lasciatemici andare.
vi dirò tutti i suoi difetti.
non ce la posso fare.

dio. non abbiamo più una sede centrale per il nostro delirio.
ci facciamo assumere come fantasmi?
non vedo alternative.

domenica 8 giugno 2008

e mentre sogno di avere una borsa per la spesa da riempire alla coop di piazzale roma, penso ai vaporetti la sera, all'imob, a san francesco della vigna e alle sue sagre, al non sentire rumori di macchine, alle navi da crociera che passando davanti a san marco rendono venezia un puntino, ma un puntino di quelli dove ti siedi a gambe incrociate e sai che nessun altro puntino è tanto accogliente.

un puntino con la frittura di pesce fatta al momento, un puntino aperol e bianco con ghiaccio, un puntino che si mischia nel tutto del niente, che la gente si siede a piedi nudi in santa marghe.
che la gente compra libri nella libreria dei gatti dalle gondole e se ti fermi, in certi posti non c'è che il silenzio.
negozi dei barbapapà tra le cose per le barche e messaggi attaccati ai muri, writers quasi sacrileghi lungo i muri di chi prima di noi, aveva capito quella città nel suo essere immutevole e moderna.
venice.

dio, se non è amore questo.


giovedì 5 giugno 2008

scappa fuggi corri

lasciatemi nel mio niente, ora

sento incessantemente un tum tum dentro come se avessi un martello pneumatico nella testa.
deve essere l'aspirina che non fa effetto.
sento scadenze, cose da fare, da dire, da organizzare

una trottola impazzita

fermatemi che se scoppio implodo e divento un buco nero.
non ho tempo per guardare se le stelle diventano un buco nero prima o poi ma cosa c'è dietro un buco nero come si fa a non saperlo dai ci vado io a dare un'occhiata.
mi offro volontaria.
mandatemi.

dall'altra parte per me ci sono io con un appartamento a canareggio mentre bevo spritz già laureata con un cane bavoso che raccolgo 100 euro alla gastone dal pavimento.

ok, lascio i cento euro, ma il resto secondo me i buchi neri lo fanno.

io non ne posso più, ho mal di testa, sto impazzendo, datemi qualcosa da fare che non sia socializzare.
chi scrive il dietro dei libri?
voglio fare quel cazzo di lavoro.