mercoledì 3 marzo 2010






il fatidico problema di quando fai un viaggio è che quanto torni oltre ad avere il portafogli fondamentalmente vuoto hai una estrema consapevolezza che, dove vivi, è una tristezza colossale.





questa Star che sta sempre intorno a me e che fa un po' vodafone, e che da casa mia si vede, col suo bel fabbricone e ti fa sentir odor di brodo e dadi dal mattino, lo stemmone della galbusera e l'autostrada a4 che roboante mi rompono i coglioni.





torni a casa da un viaggio e pensi, che amarezza.










torni a casa, dopo due giorni che ti svegli e scendi in strada e la vista è fondamentalmente questa









e si, diciamo che sale quel senso di meravigliosa nausea che necessariamente ti dici "ma perchè?"





oggi già m'è passata e fingo fondamentalmente di trovare delle gioie mentre percorro col pandino la tangenziale est.



wow.





punzecchiamomi il cervello cercando aree fiere d'esser brianzole. non ne trovo.



paris, berlin, london.



let's take a choice.



non si può viaggiare sempre?



voglio scrivere le lonely planet.





per fortuna ci sei tu.



che mi sveglio accanto a te e mi dico, fanculo al resto. ci sei tu.



sarà per questo che parigi era così bella?



giovedì 25 febbraio 2010

il problema dell'esser paranoici ed ipocondriaci allo stesso tempo sta nel fatto che per tot ore si rimugina sullo stesso avvenimento senza cavarne un ragno dal buco.

il problema dell'esser paranoici ed ipocondriaci ma soprattutto consapevoli sta nel fatto che sai benissimo che il rimuginio è del tutto inutile e che no, tendenzialmente non morirai per qualcosa che non ti sta facendo passare a miglior vita, e fondamentalmente sai benissimo che sono palesi stronzate tutti questi pensieri.

nonostante l'esame di realtà conservato e l'autocertificazione della propria instabilità mentale non si riesce a uscire dall'assurdità delle produzioni delle proprie connessioni neuronali.

la mia amigdala, centro neurale delle emozioni e giùdilì, è da rottamare.

perdinci.

martedì 16 febbraio 2010

varie ed eventuali.
non mi rendo felice quando sono opprimente.

petulante.
pesante.

devo cominciare a pensare ad un equilibrio che possa non nuocere gravemente alla salute.

insomma, devo cominciare a vedere in me aggettivi che non siano solo negativi.

lunedì 15 febbraio 2010

stanchezza e necessità di calore.
ma l'estate dov'è?

giovedì 11 febbraio 2010

ci sono giorni che mi sveglio totalmente inadeguata.
che due coglioni questo senso del dover essere onnipotente.
mi fa venir la nausea anche solo le la lavastoviglie lava male una tazzina.

venerdì 5 febbraio 2010

somewhere. over the rainbow

ci sono giorni che la neve fa girare il cazzo.
o forse non è la neve.
o forse mi devo mettere a letto, con un buon libro e poltrire.

martedì 2 febbraio 2010

ci sono periodi nei quali la socialità si riduce al minimo.
sarà il freddo, sarà che gira che ti rigira le persone sono tutte uguali.
sarà che si, hai voglia di vedere gente e scambiare quattro chiacchiere ma poi sempre le stesse cose, le stesse frasi, le stesse argomentazioni sul quotidiano qualsiasi.


tutta colpa dell'inverno.

già questo venerdì ci si dà ai concerti da ggggiovani.
yeah.