giovedì 11 novembre 2010

oggi mi sento diversamente felice.
è come se la nebbia appiattisse tutto.
dopo tre giorni di workshop con un dio della scienza (molto ossimoro ma sta bene così), ti chiedi che cosa stai qui a fare e perchè non riesci ad essere esattamente così.
illuminante da un lato, suggeritore di messa in discussione dei propri studi dall'altro.
ma almeno ci si pone nuovi eleganti obiettivi da 2011. analisi del comportamento mode on, con i principi teorici alla mano della modificazione comportamentale ci avviamo in una lunga ed impervia via con la foto di skinner su di un altarino e quella di FDE nel portafogli.
vai, ce la si può fare.

domenica 17 ottobre 2010

vantiamoci?

collasso lentamente al limite del giorno mentre credo di potermi raccapezzare tra i miei impegni.
rientro da lucca con un mio libro, e badate, non un libro mio.
ho parlato da balbuziente, in una pseudoconferenzastampa nella quale sarò parsa tendenzialmente afasica.
lo showbizzzzzzz non credo faccia per me.
non avevo idee su come comunicare nel niente davanti ad un microfono.
non si possono fare conferenze stampa in chat?

ho scritto un racconto, non tengo comizi.

ma è stato anche divertente.

dissimulare ansia fisiologica non solo anticipatoria.
senti battiti ad alta velocità.

ed è sano che sia così.

ci si sente euforisticamente vivi alle volte, persino torna il piacere di goder del tempo trascorso tra mamma e papà.
come esser piccini.

riscoprire un proprio carattere insopportabile ed all'apparenza immodificabile che poi tutto sommato si concilia anche a talune persone (numero minore di tre in ogni caso).

per poi tornare e ricordarsi che domani si lavora.






...ho trovato un grattaevinci non grattato.
e vinsi 10 euro.
esosamente rigiocai.

perdita totale.

ma ho perso davvero non avendo investito o è stata un'opportunità mal sfruttata??

le scelte sono un casino.

per fortuna c'è anche qualche certezza.

mercoledì 6 ottobre 2010

...lentamente scivola...

la percezione delle giornate.
passano, innegabilmente lente nel momento in cui le si vive, inesorabilmente veloci se si guarda al calendario e alle spunte che si mettono.
cambiano, tante cose e stiamo sempre a lamentarci dell'uguale per poi dire che l'imprevisto mette ansia.

viviamo di noie per poi non riconoscere positivamente il livello fisiologico di attivazione di fronte ad una novità.
non siamo capaci di essere ragionevolmente felici.
dobbiamo trovare quello che non va per sentirci liberi di andare avanti con quell'aria annoiata e lamentosa.


ultimamente noto che ci sono cose talmente irrisorie che mi rendono felice che sono pensieri filiformi ai quali la mia mente stanca si attacca per avere la parvenza di stare su di un arcobaleno.

andare in giro scalza.
leggere.
scrivere.
prendere un momento e dire grazie prego per favore.

una paziente che ti sorride e ti ringrazia.
una persona che ti dice che è contenta.
dedicarsi del tempo.

mi sono iscritta ad un mese di tiro con l'arco.
non lo fa nessuno
mi permette di stare e pensare

mi piace pensare che mentre passi il tempo a voler cambiare quello che ci fa lamentare non si guarda troppo da vicino quello che non ci fa lamentare.
ma quello diventa invisibile perchè tanto c'è.

e invece no, io voglio guardare, dalla mia gondola arenata la bellezza della mia venezia mentale tutt'intorno.

e si, basta prender la mia reflex e click click immortalare questi momenti meravigliosi.

ho scoperto, a 26 anni, che mi piace il cocco.

meraviglioso.

mercoledì 15 settembre 2010

pensieri intrusivi di una mente stanca

tendenzialmente vomiterei cuore anima e polmoni.
così da smettere di fumare e di struggermi.

di crogiolare nel dolore in posizione fetale, rendendomi conto di fare schifo, sentendomi un fallimento come donna, come persona, come tutto e restando immobile, senza voglia di far nulla, sentendo giornate che scorrono inutili e fanno di me una vecchia rattrappita triste e stanca.

questo è l'oggi.
che schifo.

sentendo che non vedo l'ora che sia sera, per rinchiudermi qui dentro, nel bunker.
senza voglia di parlare con nessuno.

solo con la voglia di sentire che il mio animo è ancora connesso sinapticamente e morbosamente a quel pezzo che mi sembra così lontano.

quando torni?
la nostalgia uccide, l'assenza fortifica ma lacera dentro.

martedì 24 agosto 2010

talvolta basta un niente

talvolta una canzone.
talvolta il cielo, il sole o quando il sole non c'è proprio.
ci sono giorni malinconici.
di quelli che ti chiedi che diavolo ci fai a fare quello che dovresti fare al posto di pensare perchè non lo stai ancora facendo ma tanto poi ti tocca.
mi sento su una nuvola, in una bolla invischiata in tutto questo delirio mentre vorrei stare ancora cinque minuti sotto le coperte sorridendo della nostra convivenza.
è la classica sensazione di rientro dalle vacanze, è così, potrebbe essere fisiologicamente descritta:
- problematiche relative al tono dell'umore;
- scarsa mobilità;
- basso consumo di energie fisiche;
- affaticamento cerebrale;
- difficoltà relazionali;
- crisi di pianto o tristezza cronica;
- comportamenti compulsivi legati ad oggetti feticci (scorrere freneticamente le foto di un posto di mare più volte al giorno);
- emissione prolungata di aria dalla bocca e dal naso come a produrre una sorta di lamento (dicesi sospiro continuo);
- sguardo perso nel vuoto.

se avete questi sintomi non c'è speranza.
io domani prenoto un altro altrove, non ce la posso fare.
e quando tornerò dall'altro altrove dovrò aspettare un anno intero?
no ma è da panico.

ho sonno.

martedì 13 luglio 2010

tendenzialmente punto alla mera realizzazione del me, ma fondamentalmente mi trovo bene anche nell'altrove.

che poi ci sono dei giorni che partono bene e continuano meglio.
nonostante la mia tendenza all'autolamentela compulsiva riesco anche ad esser felice.

come quando C.V. bussa alla porta del mio studio e mi porta in regalo una foto di noi due insieme di un anno e mezzo fa quando era al ricovero precedente.
e io posso sì autorealizzare il me, ma senza il te poco si avanza.

perchè quella foto è una meraviglia e mi ricorda un sacco di cose, tipo il braccialettino regalato alla dimissione e le mie lacrime commossa.

non ci puoi fare niente, quando una cosa la fai e ti piace, non c'è niente che ti fa sentire giù.
nonostante le sciocche lamentele sui miei tessuti adiposi e i miei skleri inutili sulla mia incapacità di abbinare vestiti decentemente.

c'è molto molto molto altro.
per fortuna.

mercoledì 30 giugno 2010

mi prendo una pausa

sono settimane che non prendo un momento per me.
fanculo.

mi fermo.
gongolo.

mi vedo al mare a sorseggiare un long island in spiaggia.
mi vedo a lucca alla premiazione del mio racconto.

ho vinto.
ho vinto.

ho vinto.

mi pubblicano, il sogno di una vita.

allora, ok, fermati e gongola.

ma ora torna in te, hai pazienti da vedere, la valigia per la settimana del master da fare e ale da correre a baciare appena puoi.
ripigliati, il momento per te è fondamentalmente finito.


ma per crogiolarsi nel piacere di sé basta anche un minuto.