mercoledì 15 settembre 2010

pensieri intrusivi di una mente stanca

tendenzialmente vomiterei cuore anima e polmoni.
così da smettere di fumare e di struggermi.

di crogiolare nel dolore in posizione fetale, rendendomi conto di fare schifo, sentendomi un fallimento come donna, come persona, come tutto e restando immobile, senza voglia di far nulla, sentendo giornate che scorrono inutili e fanno di me una vecchia rattrappita triste e stanca.

questo è l'oggi.
che schifo.

sentendo che non vedo l'ora che sia sera, per rinchiudermi qui dentro, nel bunker.
senza voglia di parlare con nessuno.

solo con la voglia di sentire che il mio animo è ancora connesso sinapticamente e morbosamente a quel pezzo che mi sembra così lontano.

quando torni?
la nostalgia uccide, l'assenza fortifica ma lacera dentro.

martedì 24 agosto 2010

talvolta basta un niente

talvolta una canzone.
talvolta il cielo, il sole o quando il sole non c'è proprio.
ci sono giorni malinconici.
di quelli che ti chiedi che diavolo ci fai a fare quello che dovresti fare al posto di pensare perchè non lo stai ancora facendo ma tanto poi ti tocca.
mi sento su una nuvola, in una bolla invischiata in tutto questo delirio mentre vorrei stare ancora cinque minuti sotto le coperte sorridendo della nostra convivenza.
è la classica sensazione di rientro dalle vacanze, è così, potrebbe essere fisiologicamente descritta:
- problematiche relative al tono dell'umore;
- scarsa mobilità;
- basso consumo di energie fisiche;
- affaticamento cerebrale;
- difficoltà relazionali;
- crisi di pianto o tristezza cronica;
- comportamenti compulsivi legati ad oggetti feticci (scorrere freneticamente le foto di un posto di mare più volte al giorno);
- emissione prolungata di aria dalla bocca e dal naso come a produrre una sorta di lamento (dicesi sospiro continuo);
- sguardo perso nel vuoto.

se avete questi sintomi non c'è speranza.
io domani prenoto un altro altrove, non ce la posso fare.
e quando tornerò dall'altro altrove dovrò aspettare un anno intero?
no ma è da panico.

ho sonno.

martedì 13 luglio 2010

tendenzialmente punto alla mera realizzazione del me, ma fondamentalmente mi trovo bene anche nell'altrove.

che poi ci sono dei giorni che partono bene e continuano meglio.
nonostante la mia tendenza all'autolamentela compulsiva riesco anche ad esser felice.

come quando C.V. bussa alla porta del mio studio e mi porta in regalo una foto di noi due insieme di un anno e mezzo fa quando era al ricovero precedente.
e io posso sì autorealizzare il me, ma senza il te poco si avanza.

perchè quella foto è una meraviglia e mi ricorda un sacco di cose, tipo il braccialettino regalato alla dimissione e le mie lacrime commossa.

non ci puoi fare niente, quando una cosa la fai e ti piace, non c'è niente che ti fa sentire giù.
nonostante le sciocche lamentele sui miei tessuti adiposi e i miei skleri inutili sulla mia incapacità di abbinare vestiti decentemente.

c'è molto molto molto altro.
per fortuna.

mercoledì 30 giugno 2010

mi prendo una pausa

sono settimane che non prendo un momento per me.
fanculo.

mi fermo.
gongolo.

mi vedo al mare a sorseggiare un long island in spiaggia.
mi vedo a lucca alla premiazione del mio racconto.

ho vinto.
ho vinto.

ho vinto.

mi pubblicano, il sogno di una vita.

allora, ok, fermati e gongola.

ma ora torna in te, hai pazienti da vedere, la valigia per la settimana del master da fare e ale da correre a baciare appena puoi.
ripigliati, il momento per te è fondamentalmente finito.


ma per crogiolarsi nel piacere di sé basta anche un minuto.

giovedì 3 giugno 2010

stravoltamente incapace di mettermi emotivamente non sottostress

diario di una patella in tempesta.

sono fondamentalmente stravolta. damn!
vorrei una settimana di vacanze lunga due nella quale dormire mangiare e non preoccuparmi di sembrare una balena obesa con il tocco radical chic di un paguro.

sono stanca.
voglia di fare foto. sdraiarsi, non soffiarsi il naso ogni 4 secondi, rilassarsi, leggere, fare foto e talvolta un tuffo in acqua.

e invece.




ma essere tendenzialmente soddisfatti porta alla mera realizzazione di sé.
per quanto un sé come il mio possa sentirsi pantagruelicamente realizzato. son cose che fan pensare.

perchè poi dici: ma se ora tutto va esattamente come avevo previsto andasse, quando vanno fuori rotta le ipotetiche esperienze esistenziali sarà un delirio tipo lotta per la sopravvivenza?

non pensiamoci.
godiamo cicaleccicamente il tutto.

mercoledì 5 maggio 2010

mi sveglio, corro in associazione, inizio i trattamenti, mi sposto in ospedale, camice, mi prendo un caffè al volo, ricevo i pazienti, compilo cartella, correggo test, inserisco nel file, corri e metti gli appuntamenti nuovi, scappa e corri dal paziente domiciliare, esci e ci sono otto messaggi in segreteria, stai al telefono otto ore con qualcuno per qualcosa, torna a casa ti nutri e vai a letto.
oggi mi regalo un po' di social life.
mi addormenterò su di una panachè.
adorabile, non so se rendo l'idea.

A D O R A B I L E.

ho anche tempo per sigarette sporadiche, compiacermi, esser felice, mandare un sms e prima di uscire scrivere amenità da delirio di onnipotenza qui.
venerdì corri a parma, c'è il master.



meraviglioso.

giornate così sono da firma.

(sono fondamentalmente esausta. voglio dormire. ma si spreca tempo no?)

martedì 20 aprile 2010

un anno di borsa di studio come psicologo clinico in ospedale.
finalmente.

festeggio, consapevolmente me la merito tutta.

olè, una svolta, si incastra tutto, psicologo in studio, in ospedale e il master.
tutto incastrato. finalmente.

:)))))))